Sono qui vicino la finestra. Entra un bel vento fresco. Immagini si accavallano nella mente. Belle. Dolorose. Le tue parole quando mi dici che la nostra storia è unica e mi aspetterai sempre. La mia paura che siano solo cose che si dicono. Le tue lacrime per noi. Le tue lacrime per i motivi che sai solo tu. Il mio declino. La tua pelle. Le tue labbra. Le tue piccole labbra. Le tue grandi labbra. I tuoi occhi. La tua bocca. I tuoi glutei visti da sopra le spalle. Le pulsazioni dei tuoi sfinteri dilatati. I tuoi silenzi. Le tue parole con gli altri. Le tue parole non dette. Il tuo ondeggiare. I tuoi orgasmi. Le lunghe distanze e tu che ti avvicini. Le tue dita tra le cosce. Le brevi distanze e tu che ti allontani. Il tuo corpo e il mio abbracciati nel mare assolato. Tu che scendi dall’auto.
Lei: «Non sono in grado di rinunciare al mio più grande amore, all’unica persona che mi ha davvero fatto vivere ed emozionare.»
Lui: «È che io ho solo te. Del resto non mi importa nulla. Perché avevo smesso di sperare nell’armonia tra due esseri viventi finché non ho incontrato il tuo sorriso. Ma vedi… io pensavo fosse una mia illusione… Così ho rivolto le mie attenzioni in altro, cercando di rimanere realista. Poi ho incontrato te: la prova che avevo ragione ed ero solo nato nel mondo sbagliato. Il mio mondo esisteva ed eri tu»