LA CONDANNA
LA CONDANNA
Non era sesso:
era l’immenso cosmico
di un organismo vitale
fuso tra le pupille e il cazzo.
Predestinato all’infinito.
Invulnerabile
se non a un’illusione
nutrita di bugie.
L’hai soffocato di lacrime
durante il tuo assassinio
ch’er’anche il tuo suicidio e la mia morte.
Era l’insostenibile
peso del sublime
per miseria e crudeltà.
E ho assistito impotente a braccia aperte
con la camicia abbagliante di Goya
e la vergogna superstite di K
all’agonia di un organismo inerte.